L’università nel Piceno. Faraotti, primo anno al Cup: “Ancora tante sfide e progetti, lo studentato ci farà crescere”
Roberta Faraotti è alla guida del Consorzio Universitario Piceno dal 20 novembre 2024. Come è il bilancio di questo primo anno? “E’ stato impegnativo, abbiamo fatto tanto. E’ stata una sorpresa anche per me, perché conoscevo di fama il consorzio universitario, ma quello che faceva nel dettaglio l’ho scoperto solo operando dall’interno“.
Nella vostra rete ci sono circa 2.400 studenti, che funzione svolgete? “Il consorzio mette in connessione il mondo universitario e il territorio e in quest’ultimo anno è proprio in questo che ci siamo concentrati. Abbiamo stretto sempre di più i rapporti con i due atenei, l’Università di Camerino e la Politecnica delle Marche e io li ringrazio perché sono stati disponibilissimi, direi anche veloci nell’agire quando abbiamo fatto le proposte“.
Che tipo di connessioni create? “Una rete tra università e territorio inteso come altri enti pubblici, che possono essere i Comuni, ma anche aziende, negozianti e ovviamente gli studenti“.
Quali sono i progetti in ballo? “Ne sono diversi. Abbiamo iniziato con la facoltà di Architettura, coinvolgendo i negozianti della città, i ragazzi di Design hanno allestito le vetrine e abbiamo creato una mostra itinerante di progetti di design. Poi ora c’è ’Travertino Living Lab’: l’Unione Montana si è rivolta a noi perché aveva dei fondi da destinare a un progetto sul travertino e aveva problemi a metterli a terra, quindi con la preziosa collaborazione di Unicam abbiamo tirato fuori un bel progetto che va dall’atlante digitale, una mappatura digitale di tutto quello che è il mondo del travertino, a un museo fisico ad Acquasanta dove verranno esposte parti di questo lavoro e da dove partirà quel museo diffuso che vogliamo si crei anche in tutti gli altri Comuni“.
Come è il rapporto con le due Università? “Ottimo. Lavoriamo tantissimo insieme, in base alle esigenze, puntando sull’orientamento. E qui una una grande parte la svolgono le varie associazioni giovanili. Davvero un fiore all’occhiello nelle nostre città“.
Ora ci sono nove corsi di laurea ad Ascoli e quattro a San Benedetto. E’ soddisfatta? “Sì. E abbiamo un bel numero di studenti. Magari si può pensare che 2.400 non siano tantissimi ma non è così e si può crescere anche grazie al primo studentato che sarà pronto il prossimo anno“.
Soprattutto perché viviamo un periodo in cui gli affitti non si trovano o hanno prezzi alle stelle. Non crede? “Rispetto alla grandi città la provincia sicuramente è più abbordabile, ma qui è diverso perché abbiamo avuto il terremoto, poi il 110. Tante case sono occupate o non sono pronte. Proprio per questo uno studentato con i servizi ad hoc sicuramente è attrattivo, ed essendo vicino alla stazione avrà anche una posizione strategica“.
A proposito di costi, far studiare i propri figli nelle grandi città sta diventando proibitivo per le famiglie. Un’occasione per farli restare qui? “Sicuramente, anche perché comunque ci sono corsi d’eccellenza offerti da entrambi gli Atenei. Penso ad Economia San Benedetto, Architettura e Design ad Ascoli, Scienze della Nutrizione, Sistemi Agricoli Innovativi e gli altri, tanti bei corsi di laurea“.
Ne potrebbero arrivare altri? “Allora, si sta lavorando per implementare qualcosina che ancora non posso svelare, ma l’impianto generale rimane questo per adesso“.
In futuro secondo lei sarà mai possibile avere un’Università del Piceno? “È stato sempre un’idea, anche nei miei predecessori. Non è semplice da realizzare, a mio avviso sarebbe più utile ampliare i servizi per renderci un territorio sempre più universitario“.
Sull’Università privata che idea si è fatta? “Potrà essere un modo per portare altri studenti ad Ascoli, siamo pronti a collaborare“.
Quanto è importante la collaborazione con enti e istituzioni? “Dico sempre che più siamo come compagine sociale, più possiamo pesare e più possiamo accogliere esigenze. Come abbiamo visto nel caso dell’Unione Montana, l’università è una realtà già pronta su alcune cose, come la ricerca, e può dare un grande contributo. La connessione funziona così, andando a vedere quello che già c’è e creare la rete”
La sfida più grande che l’aspetta? “Cercare di aiutare i ragazzi delle superiori ad orientarsi nella scelta universitaria perché abbiamo visto che è difficilissimo. Abbiamo progettato ’Orizzonti’ che va a supportare i ragazzi nello scoprire le proprie inclinazioni. Da quest’anno ci rivolgiamo anche ai ragazzi delle medie perché c’è un panorama di scelta amplissimo rispetto a vent’anni fa, si rischia confusione. Sarebbe poi bello ingrandirsi come ente per far sì che il Piceno diventi un punto di riferimento a una realtà universitaria importante. Ci stiamo lavorando“.